martedì 25 agosto 2015

Infernaccio, il Tempio della Sibilla e la Cengia delle Ammoniti

Un sentiero molto particolare, certamente un po'fuori dai percorsi più battuti dei Monti Sibillini, piacevole per i panorami e non eccessivamente faticoso.
Dal tempio della Sibilla la vista è magnifica e con un ultimo sforzo, in pochi minuti, si può raggiungere la Cengia delle Ammoniti, dove con un po'di ricerca è possibile vedere, appunto, alcune ammoniti incastonate nella friabile roccia del Monte Priora.
Consiglio sicuramente di portare un paio di bastoncini da trekking e di stare molto attenti alle numerose vipere che popolano i prati di questa zona.

Accesso: Rubbiano, parcheggio per Gola dell'Infernaccio (GPS 42.927614,13.286333)
Tempo di percorrenza: 5/6 ore a.r.
Dislivello: 900 metri
Difficoltà: EE
Valutazione: ****


Il percorso inizia alla Gola dell'Infernaccio, dove si parcheggia nei pressi della sbarra bianco-rossa.
Per comoda carrareccia si scende da qui alle pisciarelle, dove inizia la gola vera e propria. In lieve salita ci si immette infatti all'interno dell'infernaccio, tra le ripide pareti erose dal Tenna.
Fuori dalla zona rocciosa, poco dopo l'inizio della faggeta, occorre deviare a destra percorrendo il sentiero che conduce all'Eremo di San Leonardo, al quale si giunge in poco più di 40 minuti dalla partenza.

L'Eremo di San Leonardo

Dal piazzale antistante l'Eremo si procede ora superando la fontanella, per il sentiero che sale sulla sinistra di questa.
La traccia è in salita ma piacevole, si seguono alcune svolte all'interno del bosco fino ad uscire su dei bellissimi e panoramici pratoni.

Il sentiero dopo l'Eremo

Uscita su prati!

Ora si segue l'evidente sentierino che sale verso sinistra, sempre per prati, sino a raggiungere il Casale Grottoni, nei pressi del quale si trova anche una fonte, purtroppo in secca.
Dalla fonte si imbocca ora il sentiero che sale verso la vetta della Priora, lasciando però la traccia dopo pochi metri, quando si svolta sulla sinistra su di una pista appena battuta.

La fonte nei pressi di Casale Grottoni

L'occhio del ciclope

Non c'è un vero e proprio sentiero da questo momento in poi, si tratta di seguire con un po'di intuito una esile traccia di erba "abbattuta", abbastanza malagevole.
Si cammina, in ogni caso, senza troppi saliscendi, fino a raggiungere una zona di evidenti balze, dove è necessario affrontare un paio di passaggi che richiedono piede fermo.
In poco più di mezzora dal Casale Grottoni si raggiunge quindi il Tempio della Sibilla, posto su di un panoramicissimo terrazzo proprio sopra gli strapiombi del Monte Priora (visibile anche una grossa ammonite poco prima del tempio).

Il Tempio della Sibilla

Ammonite sui gradoni rocciosi nei pressi del Tempio della Sibilla

Per visitare la Cengia delle Ammoniti occorre ora proseguire lungo la traccia di erba acciaccata seguita fino a questo momento, dirigendo verso l'evidente cengia ben visibile sulla destra (attenzione a un paio di passi più esposti).
La cengia può essere percorsa totalmente, cercando con pazienza di individuare le ammoniti incastonate nella roccia. 

Un tratto della Cengia delle Ammoniti

Ammonite

Il Tempio della Sibilla in lontananza

Per il rientro, rimontando la cengia con un paio di passaggi su erba ripida e ghiaino, si procede sopra la stessa, per poi intercettare nuovamente il sentiero di andata.
Come detto, attenzione alle numerose vipere che popolano i prati (ne abbiamo viste scappare alcune), ma anche alle condizioni della traccia dopo il Casale Grottoni, che in caso di erba bagnata potrebbe diventare molto insidiosa.
 

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